VITAMINA D E SPORT OUTDOOR

Aprile 28, 2021 Off Di Sabrina Zunino


Perché è meglio praticare sport outdoor, come l’alpinismo, lo scialpinismo, l’arrampicata o il trekking che permettano una esposizione prolungata ai raggi solari❓

📍La vitamina D è un ormone steroideo, una molecola di natura lipofilica, la cui principale fonte per l’essere umano è la produzione endogena. 

📍Il precursore della forma attiva della vitamina D è il colesterolo e va assunto con la dieta. Si trova in: olio di fegato di merluzzo, pesci grassi come il salmone, tuorlo d’uovo, fegato, porcini, burro…

🔅Grazie ai raggi solari, la molecola intermedia 7-chetocolesterolo, a livello della pelle, è convertita in colecalciferolo. Questo viene trasportato nel sangue grazie a delle proteine ed arriva al fegato dove subisce una delle due idrossilazioni, mentre la seconda avviene nelle reni, dove il nostro organismo sintetizza la forma attiva: il calcitriolo

🔅Perciò dobbiamo esporci al sole per produrre questa vitamina❕

Sabrina Zunino sulla meravigliosa scogliera assolata di Capo Noli

▪️La funzione più nota della vitamina D è quella di favorire il metabolismo di calcio e fosforo e il loro fissaggio nelle ossa, collaborando alla formazione e all’accrescimento dello scheletro in età evolutiva  e al mantenimento della massa ossea in uno stato ottimale in età adulta. 

▪️Avere adeguati livelli di vitamina D, oltre che di calcio e fosforo, è importante per tutti, in tutte le fasi della vita, per muoversi e svolgere le attività quotidiane; quest’aspetto è fondamentale soprattutto per gli sportivi per avere uno scheletro forte e robusto in grado di  “sopportare” gli sforzi e gli impatti sul terreno.

🏃‍♀️Gli studi sulla vitamina D si sono spinti oltre e hanno messo in evidenza la sua importanza a livello muscolare

Alcuni atleti e allenatori avevano avuto l’impressione che l’esposizione al sole aumentasse le prestazione sportive; sono così stati condotti diversi studi che hanno confermato questa ipotesi, individuando dei recettori specifici in vari organi e tessuti, tra cui quelli muscolari. Le fibre di tipo 2, quelle coinvolte nel mantenimento dell’ equilibrio e nella contrazione rapida e di breve durata, sono le più sensibili all’azione della vitamina D.

🏃‍♀️Negli sport aerobici livelli adeguati di vitamina D danno i loro risultati, abbassando la frequenza del battito cardiaco e migliorando l’ossigenazione dei tessuti.

🏋🏼‍♀️Tale vitamina è in grado di aumentare la forza e l’attività dei muscoli e rallentare la perdita di massa muscolare che ha luogo con l’età. 

🏋🏼‍♀️Oltre ad agire sul #trofismo e sulle capacità di recupero muscolare, sembrano sussistere effetti positivi anche dal punto di vista ormonale; i due meccanismi principalmente indagati sono a carico degli androgeni e dell’IGF1. 

Indagando il ruolo della vitamina D nel bilancio degli androgeni, è stato riscontrato come soggetti con maggiori livelli di vitamina D3 mostrino anche maggiori livelli di testosterone contestualmente a una riduzione delle SHBG (Sex hormone Binding Globuline), cioè quelle glicoproteine che legandosi a estradiolo, testosterone e di idrotestosterone ne promuovono il processo di aromatizzazione (ovvero trasformazione degli androgeni in estrogeni). Attualmente si ritiene che l’azione a carico dell’aromatasi sia da attribuire o a una vera e propria inibizione diretta oppure all’inibizione delle prostaglandine E di tipo 2, generalmente correlate allo stimolo dell’aromatasi.

Alcuni autori riportano inoltre un effetto diretto a livello delle cellule muscolari mediante i recettori VDR, che una volta legati alla vitamina D agiscono come fattori di trascrizione a livello nucleare, promuovendo o inibendo la trascrizione di determinati geni e di conseguenza delle relative proteine. Anche questi meccanismi si mostrano di estremo interesse in ambito sport e fitness, soprattutto nella gestione dei processi di recupero e super compensazione.  

🔬Dagli studi condotti in diverse zone del mondo, la carenza di vitamina D fra gli sportivi ha evidenziato le medesime conseguenze:

  • Riduzione della forza muscolare
  • Aumento della fatica
  • Stallo nell’acquisizione progressiva di forza
  • Minore intensità di allenamento
  • Debolezza ossea generalizzata
  • Dolori articolari
  • Maggiore incidenza di fratture da stress
  • Aumento delle infezioni del tratto respiratorio superiore
  • Aumento di infezioni intestinali

🔬Oltre che per le prestazioni sportive, la vitamina D svolge un ruolo di immunomodulazione: il recettore VDR si trova esposto in molte cellule del sistema immunitario, come i macrofagi e i linfociti B. Un adeguato livello di vitamina D, rispetto a valori bassi, sembra sia preventivo nei confronti di malattie autoimmuni e stati infiammatori come le infezioni virali delle vie respiratorie

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